A Chi Intestare Il Rapporto Con La Badante Per Dormire Sonni Tranquilli

By | agosto 25, 2015

badante assumere

Quando valutate a chi intestare il rapporto di lavoro con la badante fate molta attenzione e scegliete con criterio.

Infatti, capita spesso che venga scelto come datore di lavoro l’anziano padre di famiglia, che però per molteplici motivi non gestisce direttamente e in prima persona il rapporto con la badante, ad esempio non provvede: alla selezione delle candidate, al pagamento della retribuzione, al calcolo dei contributi, alla consegna della certificazione dei redditi corrisposti, alla pattuizione del periodo di ferie e dell’orario di lavoro, ad impartire ordini e direttive, etc.. etc…

 

Proprio per questo, la Corte di Cassazione (Sez. Lavoro – Sent. del 05.03.2012, n. 3418) ha condannato la figlia al pagamento delle retribuzioni e delle differenze retributive spettanti alla badante del genitore anziano e ammalato (poi deceduto).

Ciò in quanto, la stessa figlia, durante il rapporto di lavoro, ha posto in essere atti che hanno indotto la bandante a ritenerla l’effettiva datrice di lavoro. La figlia, direttamente e in prima persona, contrattava con lei l’organizzazione del lavoro, dava delle direttive, stabiliva l’orario di lavoro e le ferie, provvedeva al pagamento della retribuzione…

 

Per non generare questo antipatico qui pro quo, il suggerimento che mi sento di dare è quello di valutare se sia il caso che il figlio assuma direttamente la badante dei genitori.

A rafforzare questo mio consiglio è la stessa sentenza sopra riportata, la quale, affrontando il rapporto domestico di colf e badanti,

rimarca un principio fondamentale, ovvero che

”l’ elemento caratterizzante il rapporto di lavoro domestico è la prestazione finalizzata al funzionamento della vita familiare per soddisfare un bisogno personale (cioè non professionale) del datore di lavoro (Cass. 14 dicembre 2005, n. 27578; Cass. l° aprile 2005, n. 6824; Cass. 21 dicembre 2010, n. 25859).

e continua:
E’ noto che, in questa materia, quando si parla di “famiglia” ci si riferisce al “nucleo familiare” cioè alla “famiglia anagrafica che – secondo la definizione dell’ art. 4 del d.P.R.30 maggio 1989, n. 223 rimasta tuttora invariata – può essere costituita anche da una sola persona. A questo concetto fanno riferimento la normativa contributiva e fiscale sui datori di lavoro domestico, cosi come la normativa sulla regolarizzazione di badanti e collaboratori familiari stranieri.”

Quindi possiamo definire che nel rapporto di lavoro con colf badanti e domestici in genere:

badante colf figlioil datore di lavoro è colui che promette la retribuzione e riceve l’impegno a collaborare e non necessariamente il destinatario delle prestazioni, sicché ben può essere il figlio dell’anziano assistito da badante, se contatta la lavoratrice non per mandato ricevuto dal genitore ma per sua iniziativa. (TRIBUNALE ROMA 13/5/2005 N. 6571)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *